PIA DEIDDA, L'ultima jana, Fabriano Edizioni, 2008, Euro 10
edito con il patrocinio dell'Eco Museo delle acque - Sadali
In un’antica e fiabesca Sardegna medievale, dipinta nelle sue tradizioni alimentari, nei suoi momenti di festa collettiva, ma anche nelle situazioni più dolorose della vita umana (la malattia, la fame, la povertà, la morte), si muovono le vicende di Cicytella, la jana, essere magico, metà fata metà strega, e del suo amore per un cantastorie-poeta, Elias, il custode della memoria di un popolo.
Sarà proprio la forza di questo sentimento delicato e, insieme, travolgente a trasformare la protagonista, ad avvicinarla al mondo degli uomini toccato dalla sofferenza, per portare loro soccorso e per condividerne le emozioni, e a distanziarla lentamente dalle sue tre sorelle, ghiotte, voraci, chiuse nella loro fame perenne, insaziabile e nella loro leggendaria caverna.
L’ultima jana, divenuta donna, manterrà un frammento dell’antica condizione magica; forse, sembra suggerire l’autrice, perché realtà e fantasia non smettano mai di viaggiare intrecciate nella nostra umana avventura.
Franco Plataroti
|